FOCUS – SANITA’

PREMESSA
La costituzione italiana sancisce il diritto alla salute come un diritto fondamentale dell’individuo.
Il I° comma dell’art. 32, recita:“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”
Per quanto riguarda tutti gli altri soggetti non rientranti in quella categoria è prevista una forma di compartecipazione dell’utente con lo Stato (il ticket sanitario) per la copertura delle spese relative alle prestazioni sanitarie erogate dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Visto che la carta costituzionale sancisce inequivocabilmente il diritto dei cittadini a vedere tutelata la propria salute (art.2 e art.3) lo Stato deve assumersi il compito di realizzare tutte le condizioni affinché ciò avvenga; questo equivale a dire che il servizio sanitario nazionale è l’esplicazione dei doveri costituzionali a carico dello Stato e a favore della comunità.
Lo Stato ha delegato alle Regioni il compito di provvedere alla tutela della salute dei propri cittadini.
Le Marche, al fine di adempiere al loro dovere istituzionale, si sono dotate di una organizzazione che prevede tre aziende e un servizio salute.

LA RIFORMA SANITARIA

Il 19 Giugno 2016 è entrato in vigore il Decreto del Ministero della Salute n.70 del 2 Aprile 2015 “Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera.”
Il Decreto è un complesso documento di programmazione sanitaria che introduce una serie di importanti novità per la sanità italiana, a cui le Regioni e le strutture sanitarie devono adeguarsi entro il 2016.
Considerando anche quanto espresso nella Legge 135/2012 (“Spending Review”) vengono fissati i seguenti parametri:
• il numero massimo di posti letto ospedalieri per acuti, considerando sia i presidi pubblici che quelli privati accreditati, è fissato al 3 per mille abitanti;
• il tasso di ospedalizzazione in 160 per mille abitanti;
• l’indice di occupazione posto letto tra 80% e 90%;
• la durata media di degenza inferiore ai 7 giorni.
Vengono definiti tre tipi di presidi ospedalieri:

Presidi ospedalieri di base (bacino di utenza 80.000 – 150.000 abitanti), dotati di Pronto Soccorso e delle seguenti specialità: Medicina interna, Chirurgia generale, Ortopedia, Anestesia e servizi di supporto in rete di guardia attiva e/o in regime di pronta disponibilità sulle 24 ore (h.24) di Radiologia, Laboratorio, Emoteca. Devono essere dotati, inoltre, di letti di “Osservazione Breve Intensiva”.
Presidi ospedalieri di I livello (bacino di utenza 150.000-300.000 abitanti), dotati delle seguenti specialità oltre a quelle presenti nei presidi di base: Ostetricia e Ginecologia (se prevista per numero di parti/anno), Pediatria, Cardiologia con Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (U.T.I.C.), Neurologia, Psichiatria, Oncologia, Oculistica, Otorinolaringoiatria, Urologia.
Presidi ospedalieri di II livello (bacino di utenza 600.000-1.200.000 abitanti), dotati di DEA di secondo livello e di strutture che attengono anche alle discipline più complesse.

Recentemente è stato introdotto l’Ospedale di Comunità come la struttura che può fungere da elemento d’unione tra la rete ospedaliera e quella del territorio; esso deve avere 15-20 posti letto, fare riferimento ai distretti sanitari ed essere gestito esclusivamente da personale infermieristico.

La Regione Marche ha provveduto con numerosi atti, ad trasformare il proprio Sistema Sanitario Regionale (SSR) secondo quanto stabilito dalla nuova normativa, in particolare con quanto individuato dal D.Lgs. 118/2011 e dal Decreto del Ministero della Salute n.70.
La riforma sanitaria in atto nella Regione Marche, prevede tra le altre cose:

  • La riorganizzazione dei Distretti Sanitari;
  • La riorganizzazione dell’area ATL ASUR;
  • Un Unico Presidio Ospedaliero per Area Vasta di livello adeguato;
  • La riduzione delle Strutture Complesse e Semplici
  • La Riduzione dei posti letto al 3,7% e la riconversione dei piccoli Ospedali in Case della Salute a cui poi viene cambiato nome in Ospedali di Comunità
  • Riorganizzazione delle POTES
  • Un’unica centrale operativa 118
  • Istituzione dei Punti di Primo Intervento Territoriale (PPIT)
  • Adozione degli standard assistenziali residenzialità e semiresidenzialità, anziani non autosufficienti, disabili e salute mentale
  • Riordino delle Reti Cliniche Ospedaliere
  • Linee guida per l’organizzazione delle Case della Salute
  • Riorganizzazione della rete per le gravi lesioni acquisite e relativi standard assistenziali
  • Recepimento intesa Governo-Regioni del 25/7/2012 “Le cure palliative e terapia del dolore”
  • Linee guida per l’organizzazione delle cure domiciliari
  • Attivazione del Sistema Trasporto Assistito materno e Sistema Trasporto di emergenza Neonatale
  • Regolamentazione cure intermedie
  • La chiusura dei punti nascita con un numero di parti inferiore a 500, privi di una copertura di guardia medico-ostetrica, anestesiologica e medico pediatrica attiva h.24, nonché la riduzione progressiva di quelli con meno di 1000 parti (Recanati, Villa Igea di Ancona e Stella Maris di San Benedetto del Tronto etc…)
  • L’adeguamento delle Case della Salute in Ospedale di Comunità

 

L’AZIONE POLITICA

Questa serie di Delibere che incidono profondamente sull’assetto sanitario regionale, se da una parte ottiene il risultato di parificare il bilancio regionale agli standard previsti dalla Spending Rewiev, dall’altra non sembra venire incontro alle esigenze di un territorio che per la sua conformazione geomorfologica si sviluppa ampliamente nell’entroterra, che a mio personale giudizio risulta fortemente penalizzato.
La mia azione politica è tesa ad uniformare il servizio sanitario offerto, evitando le penalizzazioni, battendomi per il diritto costituzionale alla salute che deve essere garantito indistintamente a tutti i marchigiani ovunque essi risiedano.

GLI ATTI DA ME PRESENTATI IN REGIONE